[Rivoluzione del 9 dicembre] Domande e risposte: facciamo un po di chiarezza!

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In questi giorni sono tante le domande e le obiezioni che ci sono state poste, a volte anche con un velo di scetticismo, sulla Manifestazione-Rivoluzione del 9 dicembre. Abbiamo deciso di pubblicarne qualcuna accompagnata dalle rispettive risposte per fare un po di chiarezza.

1) Non si può organizzare una rivoluzione puramente eversiva in internet

Vero. È proprio per questo che non dobbiamo avere timore. La manifestazione sarà eversiva, ma lo sarà entro i limiti posti dal nostro legislatore. Non stiamo parlando di una rivoluzione sul modello delle “primavere arabe”, ma di una manifestazione pacifica e popolare sul modello dell’Argentina del 2001. Fortunatamente, nonostante le leggi liberticide di censura del web che qualche politico illuminato vorrebbe imporre, per il momento non possono ancora arrestare nessuno per voler esprimere, previa autorizzazione e pacificamente, la propria disapprovazione nei confronti del governo.

2) Non puoi organizzare manifestazioni del genere senza aspettarti visite della digos e della polizia.

È vero, effettivamente la polizia sarà presente, probabilmente in maniera massiccia. Personalmente la vedo più come una nostra sicurezza che altro. Sarà proprio grazie al loro aiuto che potremo individuare e segnalare eventuali sabotatori.
E la digos? Chi non ha intenzione di manifestare violentemente non deve temere la digos, gli altri si. É per questo che nell’ultima riunione romana erano presenti 2 agenti, proprio per capire con che genere di persone avranno a che fare. La digos sarà un bel disincentivo per chiunque abbia intenzione di sabotarci. Benvenga la digos.

3 – Non puoi organizzare manifestazioni del genere e aspettarti che lo stato ti dia il permesso di farle.

Come già chiarito nelle risposte precedenti, non sarà una manifestazione violenta, per questo lo stato non solo può darci l’autorizzazione ma DEVE in virtù dell’articolo 17 della nostra costituzione, secondo cui:

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

4) Chi finanzierà il tutto?

La risposta è tanto semplice quanto banale; nessuno! L’organizzazione é stata portata avanti per il 90% via internet, le poche riunioni personali si sono tenute in luoghi in cui era possibile riunirsi gratuitamente, gli aderenti hanno autofinanziato i propri spostamenti. Anche i pochi volantini rigorosamente in bianco e nero, sono potuti essere stampati solamente grazie all’autotassazione volontaria di alcuni tra gli aderenti.

5) Non è possibile che le stesse istituzioni che dovrebbero essere, negli obbiettivi dei coordinatori, destituite, consentiranno che avvenga una cosa del genere.

Siamo abituati a pensare che “lo stato” sappia sempre come calcolare i propri rischi, ma la storia ci insegna che non e’ cosi. Molto spesso le istituzioni sono state costrette a scendere a compromessi con movimenti sociali: altrimenti la storia non sarebbe disseminata di rivolte nate da semplici valvole di sfogo. Errare e’ umano, cattive valutazioni sono frequenti, e le istituzioni sono guidate da umani come noi.

6) Nessuna rivoluzione di popolo è mai stata realmente spontanea. Dalla rivoluzione francese all’unità d’Italia, la storia insegna che dietro al popolo ci sono sempre stati piccoli gruppi di uomini impegnati a soddisfare meri interessi economici o di natura personale; come facciamo a sapere che non stiamo lavorando per uno di questi gruppi?

Questa è forse la domanda che più di tutte ci mette in difficoltà. Sarebbe semplice mentire, dicendo che in realtà questo pericolo non esiste adducendo decine di ragioni più o meno fondate. La verità è che non possiamo esserne certi.
Tuttavia, a differenza del passato, oggi sappiamo che non esiste più un solo grande centro di potere ad influenzare le vicende geopolitiche del mondo. Considerando che la protesta è prima di tutto anti-europea (o per essere più precisi anti-Euro e Unione Europea) e quindi contro le istituzioni che stanno distruggendo il tessuto economico e sociale del nostro paese, possiamo ipotizzare che, seppur ci fosse un qualche potere che segretamente ci appoggia, sarebbe comunque un potere che vuole un Italia indipendente e con un economia stabile, da sfruttare come buon partner commerciale.
In questa prospettiva, non può che venirmi in mente la Russia ed i gasdotti della Gazprom che dovrebbero arrivare proprio in Italia nei prossimi anni, ma ovviamente questa è solo “fanta-geopolitica”.
Il punto fondamentale è che da un eventuale uscita dell’Italia dal sistema oppressivo europeo, oltre all’Italia stessa, ne beneficerebbero molti; ma questo non può certamente essere un disincentivo per noi.

P.s. Come redazione di DietroLaNotizia abbiamo preso contatti con i coordinatori dell’evento, da oggi fino alla fine della rivoluzione-manifestazione ci impegneremo al fine di farvi avere tutte le notizie inerenti a quest’ultima in tempo reale.
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se volete partecipare ed avere informazioni sul presidio più vicino a casa vostra, consultate la pagina facebook del GRUPPO UFFICIALE DI ORGANIZZAZIONE


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